La Necropoli di Fossa: un patrimonio archeologico di rilievo nazionale

Agosto 26, 2025 By

Nel comune di Fossa, in provincia dell’Aquila, si trova una delle aree archeologiche più significative dell’Italia centrale. La Necropoli di Fossa, attiva per oltre otto secoli dal IX al I secolo a.C., rappresenta un caso esemplare di continuità d’uso funerario nell’ambito delle culture italiche preromane. Per la sua estensione, l’articolazione delle sepolture e la presenza di strutture megalitiche, il sito è stato spesso indicato come una sorta di “Stone Age italiana”, in riferimento alla sua capacità di documentare con chiarezza fasi arcaiche raramente conservate in modo così leggibile.

Un sito emerso in epoca recente

La scoperta della necropoli è avvenuta nel 1992, durante lavori edilizi in un’area pianeggiante alle porte del paese. Il rinvenimento casuale ha portato a una campagna di scavo sistematica, che ha restituito centinaia di sepolture disposte su un’area superiore ai 3.500 metri quadrati. Oggi il sito è considerato uno dei principali complessi funerari dei Vestini, popolazione italica stanziata in Abruzzo prima della romanizzazione.

Una lunga storia documentata attraverso le sepolture

Le indagini archeologiche hanno messo in luce una notevole stratificazione storica, che testimonia l’evoluzione dei riti funerari e delle strutture sociali nel corso di diversi secoli. Le prime fasi della necropoli sono caratterizzate da tumuli monumentali, spesso circondati da pietre erette (menhir), che delimitavano le sepolture maschili più importanti. A questi si affiancavano fosse semplici e corredi differenziati secondo genere e status sociale. Con il tempo, le strutture si semplificano, i corredi si arricchiscono di materiali d’importazione, e le forme tombali si trasformano: dalle fosse si passa alle camere ipogee, in epoca ellenistica, mentre in alcune aree si diffonde anche la cremazione.

Un laboratorio per lo studio dell’Italia preromana

La Necropoli di Fossa si distingue non solo per la quantità delle sepolture, ma per la varietà delle soluzioni architettoniche adottate, la ricchezza dei corredi e la lunga durata d’uso. Questi elementi rendono il sito un caso di studio privilegiato per l’archeologia italica. Gli allineamenti di menhir e tumuli, che richiamano per alcuni studiosi suggestioni preistoriche, sono stati interpretati come simboli del prestigio delle élite locali e testimonianza di pratiche rituali consolidate. Il soprannome di “Stonehenge d’Abruzzo” – attribuito in ambito divulgativo – allude proprio a questa componente monumentale, unica nel suo genere nel panorama funerario dell’Italia centrale.

Per dimensioni, cronologia e ricchezza delle evidenze, la Necropoli di Fossa rappresenta un punto di riferimento per la conoscenza delle società italiche prima dell’espansione romana. Il suo valore scientifico è riconosciuto a livello nazionale, e la sua accessibilità ne fa anche uno strumento educativo di grande potenziale. A distanza di oltre trent’anni dalla scoperta, il sito continua a offrire nuovi spunti di ricerca e a rafforzare la memoria storica di una regione profondamente legata alle sue radici.