
Emergenza caldo: Bologna attiva i rifugi climatici per l’estate 2025
Emergenza caldo: Bologna attiva i rifugi climatici per l’estate 2025
Di fronte alle temperature estreme e agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, anche Bologna ha deciso di allinearsi ad altre città italiane, offrendo ai propri cittadini un supporto durante i periodi più caldi dell’estate. Si è deciso di attivare una rete di rifugi climatici: spazi pubblici, sia interni che esterni, pensati per offrire sollievo nei giorni più torridi. Il progetto, parte del programma “Bologna Missione Clima”, coinvolge quindici luoghi distribuiti sul territorio comunale, con l’obiettivo di contribuire alla tutela della salute pubblica e al miglioramento della vivibilità urbana.
Un progetto per la salute e la resilienza urbana
Questi luoghi, già esistenti , pur mantenendo le loro funzioni abituali, sono ora spazi sicuri e accoglienti in grado di offrire un sollievo immediato dal caldo. L’idea è nata grazie al lavoro dell’Assemblea Cittadina per il Clima e si ispira a esperienze simili avviate in altre città europee, adattate però al contesto locale con un approccio partecipativo e integrato.
Mappatura e selezione degli spazi
Il percorso bolognese è iniziato con una ricognizione degli spazi pubblici comunali. Ogni luogo è stato valutato in base a criteri di idoneità, definiti sulla base di linee guida europee e rielaborati per rispondere alle caratteristiche urbanistiche e sociali di Bologna. La candidatura degli spazi è avvenuta attraverso il coinvolgimento diretto dei quartieri e dei diversi settori dell’amministrazione. Dopo i sopralluoghi tecnici, è stata individuata una prima rete di rifugi, che potrà essere progressivamente ampliata in futuro.
Una rete di 15 rifugi in città
La rete attuale comprende quindici spazi: sette sono ambienti interni, come biblioteche e centri civici, climatizzati, accessibili gratuitamente e dotati di servizi essenziali come acqua potabile e bagni. Gli altri otto spazi sono all’aperto e includono sette parchi e giardini pubblici scelti per la presenza di ampie aree ombreggiate, fontanelle e servizi nelle vicinanze, oltre a piazza Lucio Dalla, coperta, recentemente riqualificata.
Una rete dinamica e aperta
Il progetto non è pensato come una soluzione fissa, ma come un sistema dinamico e aperto. La rete potrà essere aggiornata e rafforzata nel tempo, anche grazie al coinvolgimento attivo della cittadinanza e all’osservazione dell’andamento climatico. Bologna intende così dotarsi di strumenti per adattarsi a un clima che cambia, proteggendo le fasce più vulnerabili e migliorando la qualità della vita urbana durante i periodi critici.
Un modello che si diffonde anche altrove
In tutta Italia, diverse città stanno sviluppando o già attuando sistemi analoghi. Firenze ha mappato 44 luoghi freschi, tra cui 37 aree verdi e sette biblioteche comunali, selezionate per l’ombreggiatura naturale e l’accesso all’acqua potabile. A Napoli, l’associazione Cleanap ha realizzato una mappa dettagliata dei principali spazi pubblici adatti a offrire refrigerio, tra cui parchi, biblioteche e piazze. Torino ha lanciato il “Piano Estate 2025”, che prevede l’apertura di centri d’incontro climatizzati rivolti in particolare agli anziani, con l’attivazione di un numero verde per facilitarne l’accesso. Roma è al lavoro per pubblicare entro il 2026 una mappa ufficiale dei propri rifugi climatici, mentre Milano fornisce indicazioni e servizi diffusi, in attesa di una rete formalizzata.
