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“Abbiamo toccato il fondo”: 5 dati salienti sui rifiuti nel Mar Mediterraneo

ottobre 23, 2019 By

“Con i rifiuti abbiamo toccato il fondo”. Dietro l’efficace slogan della ricerca condotta dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e dalla Snpa (Sistema per la protezione dell’ambiente) si nasconde una realtà drammatica. Parliamo dei rifiuti marini, e in particolare, della plastica. Nessun allarmismo o catastrofismo: solo la consapevolezza che l’emergenza rifiuti nei nostri mari (ma non solo) è sempre più drammatica e va affrontata. Anche attraverso una sensibilizzazione dei giovani e delle comunità sul tema. Non a caso, Alvearia ha prestato ripetutamente attenzione al tema. Il sistema norvegese per riciclare la plastica, dove finisce la plastica esportata dai Paesi occidentali, la storia di mamma capodoglio, le norme Ue e i numeri dell’emergenza sono solo alcuni esempi.

Ma torniamo alla ricerca dell’Ispra e della Snpa, che ha riguardato alcune sotto regioni marine del Mar Mediterraneo.

Ecco 5 dati da tenere a mente:

1. Complessivamente, sono 8 milioni le tonnellate di plastica che finiscono in mare ogni anno, di cui il 7% nel Mediterraneo. I fiumi costituiscono la via principale di trasposto di rifiuti e, al tempo stesso, la parte nella quale si concentrano di più (oltre 1000 rifiuti per km² vicino alla foce e tra i 10 e i 600 nella prossimità della costa, mentre in mare aperto il numero degli oggetti è stato tra 1 e 10 per km² ).

2. Il 77% dei rifiuti marini depositati nei fondali marini è costituito da plastica. Un dato allarmante, che conferma la bontà delle recenti disposizioni comunitarie.

3. Sono 570 mila le tonnellate di plastica che, ogni anno, finiscono nelle acque del Mediterraneo. Per avere un’idea, è come se venissero buttate in mare 33.800 bottiglie di plastica ogni minuto.

4. I due mari con maggiori rifiuti sono il mare di Sicilia con 786 oggetti rinvenuti per un peso superiore ai 670 kg e, a seguire, quello di Sardegna con 403 oggetti per un peso di 86,55 kg. Parliamo di fondali marini e spiagge. Il poco invidiabile primato dei rifiuti per i fondali rocciosi, invece, spetta al mar Ligure (1500 oggetti per ogni ettaro). Segue il Golfo di Napoli con 1200 oggetti per ogni ettaro.

5. I rifiuti più comuni? Imballaggi alimentari e industriali, borse shopper e le immancabili bottiglie di plastica.