murales anti smog
Ambiente

Murales mangia-smog: ecco come gli artisti combattono l’inquinamento

Luglio 27, 2021 By

Con lo smog che continua a essere un problema per le nostre città (nonostante il traffico sia diminuito con la pandemia), ecco un modo originale e creativo per contrastare l’inquinamento…

Lo smog è una malattia cronica per le città. Secondo l’annuale report “Mal d’aria di città 2021” pubblicato da Legambiente, la pandemia non ha fermato l’emergenza smog in Italia. Su 96 capoluoghi analizzati, 60 registrano una media annuale di Pm10 superiore al livello stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità. Impedirne la diffusione e contrastare il cambiamento climatico risulta essere prioritario.

Con quest’ambizione ecco spuntare in giro per l’Italia i murales mangia smog, realizzati con una particolare vernice ad alta prestazione, l’Airlite, che purifica l’aria e riduce gli agenti inquinanti trasformandoli in sali inerti. Un fenomeno nato di recente che ha potenzialità enormi: basta pensare che come le piante, anche la pittura si attiva con la luce e si calcola che applicare questa tintura su 100 mq di superficie equivale a ridurre l’inquinamento con la stessa efficacia che avrebbe un bosco della stessa dimensione.

Sono tante le persone scese in piazza per combattere l’inquinamento, colorando le vie della città italiane. Street artist, onlus e studenti uniti da un unico obiettivo: favorire la lotta al cambiamento climatico all’insegna della sostenibilità. Una catena che da Roma a Milano, passando per Cinisello Balsamo, ha tinto lo stivale.

La Capitale a colori

Roma fa da apripista in Italia con i due murales anti-smog, uno a Ostiense e l’altro nel quartiere San Paolo. Il primo, quello a via del Porto fluviale, dal titolo Hunting Pollution è stato realizzato nel 2018 dallo street artist Federico Massa, in arte Iena Cruz. Il murales green, definito il più grande d’Europa, si estende su una superfice di mille metri quadri e raffigura un airone tricolore.

Nel quartiere San Paolo invece c’è Outside in, realizzato nel 2020 dall’olandese Jdl su un lato dell’Istituto tecnico Giuseppe Armellini. È il primo murales green a tema Lgbt+ che riporta la storia di un secolo di battaglie per il diritto all’affettività in tutte le sue forme. Il murales, di 250 mq, raffigura un uomo e una donna che si sovrappongono e si riflettono allo specchio, “uno è l’altra e l’altra è l’uno, in un incontro d’amore, in un moto di accoglienza universale” sottolinea l’artista olandese. Capofila di entrambi i progetti romani la no-profit italiana Yourban2030.

L’Airlite di Milano

Passando a Milano, nella zona Lambrate e più precisamente a via Giovanni Viotti, è sempre l’artista Iena Cruz a colorare la strada con il suo Anthropoceano. Il murales nasce nel 2019 da un’iniziativa promossa dalla onlus Worldrise, in collaborazione con l’artista. L’immagine mangia-smog racconta l’impatto dell’uomo sul mare e rappresenta “una piattaforma petrolifera che si trova all’interno di un contenitore di plastica e che a sua volta intrappola l’ecosistema marino rappresentato da auna balena e uno squalo che nuotano nel mare” spiega l’artista a Lifegate.

Il primo murales antismog creato da studenti

A soli 17 km da Anthropoceano nasce un altro murales antismog, realizzato dagli studenti della classe 1a E dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Garibaldi – Scuola Secondaria di I Grado Marconi, che ha vinto il Concorso “Lascia un segno: un murale antismog per la tua città” promosso da Engie e dal Comune di Cinisello Balsamo. Per la realizzazione, avvenuta a inizio anno, gli studenti sono stati coordinati dallo street artist Giovanni Mulè. “Il nostro viaggio inizia in una “città” dalla quale tutti vorrebbero scappare. Una città inquinata, piena di rifiuti, senza attenzione verso la natura. La cicogna, simbolo di amore e di vita, aiuterà a ripulire la nostra città dai rifiuti e dall’inquinamento, insegnandoci le tecniche dello smaltimento e del riciclo, l’utilizzo di fonti di energia alternative e il rispetto della natura”, spiegano gli studenti della 1a E.