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Rifiuti speciali, cosa sono e quanti ne produciamo ogni anno

agosto 14, 2019 By

L’ultimo rapporto Ispra (sul quale torneremo tra un attimo) è l’occasione per un piccolo approfondimento sui rifiuti speciali. Spesso sono oggetto della cronaca su giornali e in tv, ma cosa sono i rifiuti speciali? Facciamo chiarezza.

I rifiuti sono classificati in: a) urbani e speciali, secondo l’origine e in b) pericolosi e non pericolosi, secondo le caratteristiche.

Per quanto riguarda i primi, la differenza dipende dalla loro provenienza: i rifiuti urbani derivano da abitazioni civili e vengono gestiti dalla pubblica amministrazione in base ai contributi fiscali. Quelli speciali, invece, derivano da attività produttive (industrie e aziende) e vengono gestiti e smaltiti da aziende autorizzate allo smaltimento.

I rifiuti speciali, a loro volta, possono essere classificati come non pericolosi o pericolosi, qualora contengano al loro interno un’elevata concentrazione di sostanze inquinanti. In questo caso subiscono un trattamento teso a ridurre o ad azzerare la loro pericolosità.

E torniamo al rapporto Ispra (l’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale) del 2019. Ecco i numeri più importanti che fanno riferimento all’anno 2017:

+ 2,9% nel 2017 la produzione nazionale di rifiuti speciali per un totale di 138,9 milioni di tonnellate

+ 3,1% la produzione totale di rifiuti non pericolosi (oltre 3,9 milioni di tonnellate), mentre resta stabile la produzione di rifiuti pericolosi con un + 0,6% (60.000 tonnellate).

Il maggior contributo è dato dal settore delle costruzioni e demolizioni con oltre 57,4 milioni di tonnellate (il 41,3% del totale prodotto).

Il settore manifatturiero produce invece il 39,7% del totale dei rifiuti speciali pericolosi (3,8 milioni di tonnellate)

La maggior parte dei rifiuti speciali il 58,3% del totale è prodotta al Nord Italia; il 18% al Centro, mentre il 23,7% al Sud.

Gli impianti di gestione dei rifiuti speciali operativi nel 2017 sono stati 11.209 e hanno trattato 147,1 milioni di tonnellate; 137,6 milioni di tonnellate (93,5%) del totale sono non pericolosi, mentre i restanti 9,5 milioni di tonnellate (6,5%) del totale sono da considerarsi pericolosi.

Nel 2017 i rifiuti gestiti aumentano del 4,1%, le quantità avviate al recupero registrano un + 7,7%, mentre i rifiuti avviati a smaltimento diminuiscono dell’8,4%.

Lo smaltimento in discarica interessa circa 12 milioni di tonnellate di rifiuti e sono soprattutto non pericolosi. Rispetto al 2016 si è registrata una flessione dello 0,5%.

Il 53,8% del totale dei rifiuti smaltito in discarica è stato conferito in impianti del Nord, il 21% al Centro e il 25,2% al Sud.