superbonus 110%
Ambiente

Ecobonus, come funziona nei principali Paesi europei

marzo 26, 2021 By

In Italia il superbonus per l’efficientamento energetico è stato prorogato di un anno. Ecco la situazione in Francia, Regno Unito e Germania.

Il Superbonus 110%, anche detto Ecobonus 110%, è stato prorogato fino al 30 giugno 2022. L’agevolazione, che è stata promossa con forza dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Conte Riccardo Fraccaro, permette di effettuare moltissimi interventi di ristrutturazione edilizia praticamente a costo zero.

“Puntare sull’efficientamento energetico delle abitazioni e sulla loro messa in sicurezza, a fronte di un patrimonio edile che per il 75 per cento risale al 1970, significa rinnovare il Paese“ – ha dichiarato Fraccaro, ricordando che l’Associazione nazionale costruttori edili ha stimato che il superbonus può generare 6 miliardi di euro di fatturato e 100mila nuovi posti di lavoro nel settore, con ricadute per l’economia nazionale pari a 21 miliardi di euro. Cioè un aumento del prodotto interno lordo dell’1,3 per cento. “Ottenere anche solo una parte di queste stime sarebbe un risultato eccezionale” – ha aggiunto.

Ma negli altri grandi Paesi europei come fronteggiano la crisi climatica ed economica, coniugandole con la necessità di riqualificare il patrimonio edilizio?

Francia, sistema a colori

In Francia è in vigore la misura denominata MaPrimeRénov’, il cui importo dipende dal reddito familiare. A partire dal 2020, MaPrimeRénov’ è stato un grande successo con 190.000 domande presentate all’Agenzia nazionale per l’alloggio (ANAH), che gestisce questo dispositivo. L’obiettivo del governo è ora quello di finanziare 500 000 richieste nel 2021.

Con MaPrimeRénov’ le famiglie sono classificate in quattro categorie di reddito; un colore è associato ad ogni fascia di reddito (blu, giallo, viola, rosa) in modo che sia più facile identificare l’aiuto che si può richiedere. Il colore blu riguarda le famiglie più modeste che guadagnano fino a 21.760 euro all’anno per una coppia senza figli fuori della regione Ile-de-France, e 30.225 euro nell’Ile-de-France. Poi viene il giallo, poi il viola. Rosa corrisponde a un reddito annuo di più di 42.848 euro e 56.130 euro in Ile-de-France per una coppia senza figli.

Per esempio, per una coppia senza figli della categoria blu, cambiare una vecchia caldaia con una a pellet darà diritto a un bonus di 10.000 euro; l’installazione del riscaldamento solare darà diritto a 8.000 euro.

La stessa coppia nella categoria rosa, cioè ricca, non riceverà alcun premio per questo lavoro. L’isolamento dei muri dall’esterno è sovvenzionato per un importo di 75 euro/m2 e l’isolamento del sottotetto è sovvenzionato per un importo di 25 euro/m2 per una famiglia della categoria blu, mentre una famiglia della categoria rosa riceverà tra 7 e 15 euro di aiuto per m2. D’altra parte, una famiglia appartenente al colore rosa continuerà a beneficiare di altri aiuti perché tutti possono essere combinati con MaPrimeRénov’, come i certificati di risparmio energetico (CEE) che portano un finanziamento sostanziale a tutte le famiglie senza condizione di reddito.

Per i condomini, l’aiuto può raggiungere il 25% dell’importo dei lavori con un massimo di 3.750 euro per abitazione e 500 euro di bonus per un’uscita dalle etichette F o G.

Gran Bretagna, solo tassi agevolati

In Inghilterra e Galles dal 1° aprile 2018 non si possono stipulare nuovi contratti di affitto per alloggi o negozi che non siano almeno in Classe E. Da aprile 2020 questo obbligo vale anche per i contratti in essere, che quindi devono prevedere interventi di efficienza energetica pena sanzioni economiche.

Non esistono incentivi statali a fondo perduto, ma obblighi e prestiti a tassi agevolati per realizzare gli interventi. La normativa introdotta nel 2018 (Minimum Energy Efficiency Standard – MEES) prevede l’obbligo di realizzare interventi per portare l’alloggio almeno in classe E, con un tetto massimo di spesa di 3.500 sterline (3.900 € circa), attraverso lavori di efficientamento come la coibentazione delle pareti o l’installazione di tecnologie efficienti.

In ogni caso, anche se non si dovesse riuscire a raggiungere la classe E, i proprietari sono obbligati ad investire fino a 3.500 sterline per ottenere il miglior risultato possibile in termini di risparmio energetico. La ragione sta nel fatto che se la casa è molto degradata o difficile da riqualificare, esiste un obbligo di realizzare almeno il miglior intervento possibile.

Se con investimenti fino a 3.500 sterline non si riesce a raggiungere la classe E, si può richiedere l’intervento di una ESCo (energy service company), ossia di un’impresa che fornisce tutti i servizi tecnici e finanziari necessari per realizzare un intervento di efficienza energetica, che può aiutare a realizzare i migliori interventi possibili – anche con salto di più classi – e accedere a prestiti statali, del Green Deal Finance Plan o del Comune/Contea.

Per ogni abitazione esiste un certificato con tutte le informazioni che si scarica da un sito internet e che deve essere consegnato all’affittuario. Le analisi ufficiali pubblicate sugli interventi realizzati nel Regno Unito hanno evidenziato come il costo medio per migliorare la prestazione energetica e portarla dalle classi G o F alla E è di 1.200 sterline complessivamente (circa 1.340 €).

Non sono previste risorse pubbliche a fondo perduto perché è stata fatta un’analisi dei costi medi necessari agli investimenti. Poiché è basso, si è valutato che un proprietario che affitta un immobile è in grado di realizzare gli interventi; inoltre va considerata anche la riduzione della spesa energetica a beneficio dell’inquilino. Sono invece previsti fondi per prestiti a tassi vantaggiosi in modo da incentivare interventi di efficienza che si possono ripagare proprio con la riduzione dei consumi energetici.

Germania, boom di ristrutturazioni grazie alla banca statale

Il numero di domande per le varie iniziative di efficienza degli edifici è quasi raddoppiato l’anno scorso rispetto al 2019, passando da 326.000 a 600.000, secondo il ministero dell’economia (BMWi).

Quasi due terzi delle domande dello scorso anno facevano parte di ristrutturazioni complete di edifici, mentre 110.000 erano per la sostituzione di sistemi di riscaldamento con sistemi a basse emissioni di carbonio. L’enorme salto nelle richieste da parte della banca di sviluppo statale KfW è attribuibile al massiccio aumento dei finanziamenti da parte del governo e al miglioramento delle condizioni di finanziamento per i richiedenti. Il governo ha aumentato i finanziamenti per le ristrutturazioni di efficienza energetica da 1,85 miliardi di euro nel 2019 a 8,6 miliardi di euro nel 2020.

L’ecobonus alla tedesca prevede che i proprietari di unità abitative possono dedurre dalle proprie tasse il 20% delle spese di riqualificazione energetica che possono raggiungere un massimale di 200 mila euro. Il provvedimento del governo federale durerà fino alla fine del 2029.

Non è la prima volta che succede. Già in passato lo Stato tedesco era intervenuto attraverso la banca statale KfW, equivalente alla nostra Cassa Depositi e Prestiti, per finanziare opere di ristrutturazione e riqualificazione edilizia all’insegna dell’efficienza energetica.

La spesa massima ammissibile per interventi di ristrutturazione e riqualificazione è di 200.000 euro. Questo fa sì che l’importo massimo della detrazione fiscale sia di 40.000 euro, che va ripartito su tre anni: nel primo e secondo anno la detrazione è del 7 per cento e nel terzo anno è pari al 6 per cento della spesa. Ad esempio, se il costo è di 50.000 euro, il contribuente può ottenere un totale di 10.000 euro di detrazione dalle imposte sul reddito. Nei primi due anni successivi ai lavori la detrazione è di 3.500 euro per anno mentre nel terzo anno scende a 3.000 euro.

Per ottenere l’agevolazione del bonus energia l’unità abitativa deve essere stata costruita da almeno 10 anni. I lavori devono essere eseguiti da aziende specializzate e qualificate (Meisterbetriebe).

Conclusioni

Nei maggiori Paesi europei, con differenti modalità di intervento, si è dunque radicato il principio per cui occorra agire sul patrimonio edilizio per raggiungere determinati standard di efficienza energetica, indispensabili per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti.

A questo aspetto l’Italia affianca la necessità di un’edilizia che non sia più consumo di suolo e costruzione di nuovi edifici ma ristrutturazione e messa in sicurezza degli attuali; il generoso bonus a disposizione dei cittadini italiani auspicabilmente supporterà questo cambio di passo, oltre a candidarsi a essere uno dei principali driver di crescita dei prossimi anni.

Daniele Sivori, 26 marzo 2021