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Kme riparte dall’economia circolare

Ottobre 31, 2018 By

Un piano da 90 milioni per gli stabilimenti di Fornaci di Barga, Firenze e Serravalle, conversione elettrica delle fonderie e un polo di formazione sull’economia circolare: l’ad Claudio Pinassi spiega il progetto in questa intervista Corriere Fiorentino

Ha presentato in Regione il progetto per il pirogassificatore e ha raggiunto un’intesa con i sindacati sul piano di sviluppo da 90 milioni degli stabilimenti di Fornaci di Barga (dove nascerà anche un polo accademico sulla economia circolare nelle vecchie fonderie), Firenze e Serravalle Scrivia. Per Kme Italia, il colosso della lavorazione del rame, la settimana passata ha segnato un passaggio importante nel processo di rilancio. E l’amministratore delegato Claudio Pinassi fa il punto delle prospettive e delle sfide da affrontare, compreso il no al pirogassificatore che due settimane fa ha portato in piazza 4.000 persone e alcuni sindaci.

Ingegner Pinassi, si va verso l’intesa con i lavoratori sul piano di rilancio di Kme: Ia crisi è finita?

No; i miglioramenti sono stati rapidi e consistenti, e siamo molto soddisfatti di questo, ma la crisi sarà finita quando gli esuberi saranno azzerati e i risultati economici saranno tali da mettere in sicurezza l’azienda anche in presenza di eventuali future tempeste di mercato o finanziarie. L’accordo raggiunto sancisce da un lato, i risultati positivi di quello siglato nel 2016, dall’altro pone le basi per un rilancio che rafforzi la competitività.

Che investimenti sono previsti nel dettaglio a Fornaci di Barga e a Firenze, e in the tempi?

A Fornaci di Barga conversione totale delle fonderie da gas ad elettrico, potenziamento dei forni elettrici esistenti, creazione della piattaforma energetica per l’autoproduzione di energia elettrica, rilancio dell’attività di ricerca e sviluppo su processi e prodotti anche in sinergia con la realizzazione del polo accademico sull’economia circolare, e altri minori; a Serravalle investimenti per l’ampliamento del range produttivo.

Fornaci diventerà uno stabili-mento leader in Europa per al-cune produzioni di rame?

Sì, la nostra intenzione e di potenziare e specializzare l’attività metallurgica concentrando su Fornaci alcune leghe specifiche, come il rame disossidato al fosforo e gli ottoni binari, in modo da renderlo il più grande polo di produzione di laminati del gruppo e uno dei più grandi in Europa.

Firenze resterà Ia testa del gruppo multinazionale anche nei prossimi anni?

La sede direzionale di Firenze è e resterà il centro servizi per tutte le società del gruppo.

Riassorbirete tutti gli esuberi e farete assunzioni?

Il piano previsto anche dall’accordo sindacale appena siglato, prevede il progressivo recupero degli esuberi ancora presenti, che, ricordo, sono già scesi a circa 60 rispetto ai 275 iniziali. Successivamente è previsto un ulteriore incremento occupazionale derivato dal piano di rilancio di circa 135 persone: 90 in aumento della produzione metallurgica, 35 destinate all’impianto di autoproduzione di energia e 10 all’Academy per l’Economia Circolare.

Chi pensate frequenterà Ia  vostra Academy, a chi si rivolge questo progetto?

Il Polo per l’Economia Circolare consiste sostanzialmente in due pilastri: uno più didattico-formativo destinato ai manager per accrescere, con il supporto della Scuola Sant’Anna di Pisa, la conoscenza e la capacità di utilizzo dei concetti dell’economia circolare; l’altro creando un contesto anche fisico per lo sviluppo di progetti di economia circolare di altre aziende, mettendo a loco disposizione il know-how di Kme nell’utilizzo dei rottami, oltreché di una serie di servizi generali, spesso ostacoli al decollo di molte iniziative innovative.

I sindaci e parte dei cittadini, da destra a sinistra, restano contrari al progetto di pirogassificatore, alimentato con residui delle cartiere, cui Ia Regione ha dato il via libera preliminare: come pensate di supera questa ostilità? E se prevalesse il no, il futuro dello stabilimento toscano sarà comunque economicamente sostenibile?

L’impianto di autogenerazione di energia elettrica è parte integrante di un progetto di rilancio dell’attività metallurgica di Kme ed e stato impostato per ridurre drasticamente le emissioni dell’intero complesso industriale di Fornaci di Barga. Siamo fiduciosi che i controlli e le verifiche che gli enti preposti faranno nei prossimi mesi, sotto il coordinamento della Regione, confermeranno tale impostazione. Devo anche dire che le ostilità manifestate in questi mesi sono state spesso frutto o di pregiudiziali ideologiche oppure di calcoli elettoralistici e di visibilità che non devono e non possono influire nelle strategie aziendali. Il progetto presentato spiega in modo molto chiaro e trasparente il processo che ha portato a certe scelte che, ripeto, sono dettate da precisi obiettivi: la crescita della capacità produttiva, l’aumento dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni ambientali per il territorio. Da tempo Kme è convinta che fattori quali la sostenibilità sociale e ambientale siano fondamentali non solo per l’eticità generale dell’impresa, bensì anche per la sua stessa competitività nel mercato globale.

Mauro Bonciani, Corriere Fiorentino 29 ottobre 2018